Recensione Manga: Death Note
Death Note (デスノート ) Panini Comics
Il concetto alla base del titolo è molto semplice: Se voi aveste la possibilità di togliere la vita ad una persona semplicemente scrivendone nome su un quaderno, per quale via optereste? L’uso indiscriminato di questo “potere” per scopi puramente personali o cerchereste di sfruttarlo a favore della giustizia? E ancora, può un uomo giudicarne un altro ed emettere su di lui la più crudele delle sentenze?
Il titolo, sceneggiato da Tsugumi Ohba e disegnato da Takeshi Obata (Hikaru No Go, Hajime) segue le vicende del giovane Light Yagami, un brillante studente universitario Giapponese, diviso fra il suo ideale di libertà e giustizia e quello che e il mondo che lo circonda. Un mondo che il giovane, senza mezzi termini, definisce “marcio”, dove la maggior parte delle persone meriterebbe di morire perché inutile alla società, accecata dai propri interessi personali, un mondo dove l’edonismo è ormai insito nei cuori di tutti. E quando Light sceglie di assumersi le responsabilità della sua nuova identità, identificandosi in Kira, un giustiziere in grado di uccidere i criminali a distanza, ecco spuntare la polizia e un misterioso investigatore di cui non si conosce nulla se non lo pseudonimo, “L”.
Possibile che questi vogliano mettersi sulla sua strada, intralciando la sua opera di giustizia? Chi si nasconde dietro l’identità di L ? Il titolo è un controverso racconto investigativo che fonde elementi provocatori e insinua nella mente del lettore, lungo tutta l’evoluzione della vicenda, vari dubbi morali ed etici, provocati dalle azioni del protagonista e del suo avversario, L, in un continua schermaglia di supposizioni e teorie. Cos’è la Giustizia? Sfizioso e interessante.
Prezzo: 3.90€ cad.
Sigla d’apertura della versione animata di Death Note




