Informatica: Steve Jobs, un uomo un programma
Steve Jobs, un uomo un programma
di Davide Moroni
L’immagine non è quella del manager spietato, dell’affarista in giacca e cravatta, di poche parole. Al contrario, il capo di Apple Computer si è costruito attorno a sé la fama di un uomo capace e amante dell’innovazione, tutto in un unico stile.
Poco tempo fa, la rivista “Fortune” l’ha consacrato definitivamente come “L’uomo più importante e innovativo del pianeta”, grazie ai numeri e ai fatturati di tutto rispetto che l’hanno portato appunto ad un successo planetario.
La storia di questo personaggio è molto strana: nato da madre americana e padre siriano il 24 Febbraio 1955, Jobs non fu tenuto dai genitori naturali, ma fu dato in adozione a Paul e Clara Jobs. Nel 1972 Steve si diploma a Cupertino in California, che è tuttora sede centrale di Apple e s’iscrive al Reed College di Portland, che però abbandona dopo un semestre. Quattro anni dopo fonda la Apple Computer con l’amico Steve Wozniak, e la prima sede della società appena fondata non è altro che il garage dei genitori. Nel 1977 vedono la luce il primo computer, “Apple I” e il primo PC (allora chiamato microcomputer) chiamato “Apple II”. Nel 1980 Jobs fa entrare la Apple in borsa e il 24 Gennaio del 1984 la Apple produce un personal computer dotato di un nuovo sistema operativo e, per la prima volta al mondo nella grande distribuzione, di un’interfaccia grafica e del mouse: “Apple Macintosh”. Dotato di icone, finestre e menu a tendina, il Mac riscuote un grande successo. Per il grande pubblico Jobs diventa la persona più in vista nel mondo dell’informatica.
L’anno dopo però, Steve Jobs entra in rotta di collisione con l’allora amministratore delegato Apple Sculley e, consapevole anche del fatto che l’amico Wozniak si fosse dimesso, lascia la Apple a 33 anni. A questo punto, Jobs decide di fondare una nuova azienda, la Next, che sarà poi la base del sistema operativo Mac OS X, con l’obiettivo di avviare una nuova rivoluzione tecnologica. Succede però che la Apple va in crisi intorno al 1996, per il sistema ormai obsoleto e dunque alla ricerca di un nuovo sistema operativo più moderno. Jobs decide di ritornare a patto che la Apple acquisti la Next, che stava passando anche lei un periodo di crisi profonda.
L’anno successivo vede l’azienda di Cupertino risollevarsi pian piano, Steve allontana l’AD Gil Amelio e riprende le redini dell’azienda, percependo solo 1$ come stipendio ma con molte agevolazioni e premi che gli porta l’azienda, come un jet privato e 30 mln di dollari in azioni. Nel frattempo Jobs rilancia l’iMac, isolandosi dal mondo IBM: nel 2001 avviene il lancio ufficiale di Mac OS X, che, come già detto, si basava sul NextStep che, a sua volta, utilizzava un kermel Unix. La Apple, dopo qualche tempo, si lancia nel mercato della musica digitale con l’iPod, del quale sono stati venduti circa 90 mln di modelli in tutto il mondo, che probabilmente ne ha fatto di Apple il prodotto di maggiore successo. A Giugno 2007 viene lanciato anche iPhone, che funge da cellulare ma anche come fotocamera da 2 mpx e che in Italia dovrebbe arrivare a momenti! Infine, fresco fresco è l’arrivo di MacBook Air, l’ultimissimo portatile di casa Apple caratteristico per il suo spessore di soli 0.76 cm!!!
Insomma questa era la storia dell’uomo che ha fondato la Apple ed ha dato il via ad una rivoluzione tecnologica a partire dagli anni ‘80. Vi lascio con una citazione del MacMan per eccellenza.
“E l’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l’avrete davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate. Non accontentatevi. Siate affamati. Siate folli”.




