Archivio di Febbraio, 2008

Ebbene sì, abbiamo ucciso il Manincomio!

Dopo meditazioni varie e corsi di yoga per concentrarci meglio,abbiamo dato questo nome al nuovo ma sempre vecchio giornalino. E’ un modo per sottolineare questa fase della nostra vita, la nostra fase Manin. Le persone qui ci giudicano, ci pesano, ci vedono tutti i giorni; qui nascono amori e amicizie. Abbiamo deciso di dedicare a voi questo titolo, all’era Manin di tutti noi. Non contenti, abbiamo creato il NOSTRO sito internet, con relativo forum. Potrete così contattarci,discutere con noi e conoscerci meglio: http://manintimes.altervista.org/

La Redazione

Il terzo tempo

Anno nuovo vita nuova anche per il calcio di serie A, che si darà la mano per regolamento!!!
Dopo aver visto che i giocatori della Fiorentina, sconfitti, hanno applaudito e stretto la mano a quelli dell’Inter prima di rientrare negli spogliatoi, la Lega calcio ha scoperto che alla fine di una partita ci si può anche salutare, e ha pensato bene di farlo diventare obbligatorio.
Non sarà una gran cerimonia ma è già un piccolo passo avanti: dopo il triplice fischio giocatori e arbitri si trovano a centrocampo per stringersi la mano.
Questo atto è stato ispirato dalla collaudata tradizione rugbista, dove però il terzo tempo è cosa ben più sostanziale: non solo un saluto tra le due squadre ma una bevuta  -per i più modesti-  o una cena   -per i più ricchi-  tra giocatori e tifosi. Gesti, insomma, che rappresentano ancora un’utopia per questo nostro calcio che negli ultimi anni è stato, più che un gioco, violenza dentro e fuori gli stadi, Moggiopoli e processi urlati del lunedì compresi…
Il fair play in queste partite di ritorno ha funzionato: saluti, abbracci e pacche sulle spalle fra giocatori, arbitri e tecnici; dagli spalti invece gli ultras inviperiti hanno manifestato tutta la loro disapprovazione con parecchi fischi. Evidentemente lo stadio ha bisogno di sbollire prima di poter apprezzare tanta semplice buona educazione..
Ma anche fra giocatori e dirigenti rimangono dubbi sull’opportunità di imporre un tale gesto di sportività; per esempio Ulivieri, presidente dell’Assoallenatori, ha categoricamente sentenziato: “Se mi girano, non voglio essere costretto a stringere la mano a nessuno”. Si potrebbe forzarlo? E sarebbe giusto farlo? E se qualcuno non rispettasse questa nuova regola? Bisognerebbe forse multare le squadre? O i giocatori? Magari tirando in ballo i quattrini…
Punizioni per chi non si presta per ora non ce ne sono; rimane la brutta figura… anche se sembra che al pubblico non interessi poi così tanto.
Sembra cioè che l’idea “ite in pace, partita est” sia ancora lontana, lontanissima, dai nostri stadi. Credo che la soluzione al problema stia a monte, e che il rifiuto di una tale regola (che dovrebbe essere scontata) derivi da un’educazione mancata: un po’ come diceva il mio mister, dovrebbero essere gli allenatori dei bambini a insegnare il rispetto dell’avversario, e non a commettere falli senza essere visti. Così forse si creerebbe una nuova generazione di giocatori che non si porrebbero neanche il problema di compiere un gesto di ordinaria cortesia: salutare gli avversari al termine dell’incontro, così come si fa prima di cominciare.
La conclusione: sicuramente i tempi cambiano, speriamo in meglio! Restano comunque alcuni dubbi: dovrà essere la squadra sconfitta ad applaudire i vincitori o viceversa? E se la partita finisse in pareggio? O toccherà sempre alla squadra di casa? Speriamo che almeno su questo i vertici della FIGC trovino un accordo… e, soprattutto, che alla fine si salutino!!!

J Mascis

Emo Fenomenologia

Da un paio di anni a questa parte è scoppiato ovunque il fenomeno “emo”. A causa delle numerose faide sviluppatesi all’interno del Manin abbiamo deciso,cari lettori,di pubblicare la verità sugli emo in modo OGGETTIVO. Gli emo nascono negli anni 80 dalla corrente del punk. I primi artisti ad allontanarsi da questo genere,distinguendosi con il nome di emotional hardcore,furono gli Embrace e i Rites of Spring,che ne melodizzarono il suono,creando un nuovo genere musicale destinato ad avere largo consenso soprattutto tra i giovanissimi. Negli ultimi anni questo suono è stato influenzato notevolmente dall’indie rock, che distingue l’emo attuale da quello precedente.

Adesso vi starete chiedendo come è possibile distinguere un ragazzo/a da un punk,un goth o un metal, e la vostra curiosità sarà soddisfatta:

RAGAZZI:i ragazzi indossano un abbigliamento da skate,skinny jeans,Converse o Vans,trucco sugli occhi e smalto nero.Portano i capelli neri con frangia asimmetrica. Amano indossare polsini,perché in certi casi,coprono i tagli ai polsi
RAGAZZE: la classica pettinatura consiste in un taglio corto con punte dietro e un lungo ciuffo sulla fronte,molto scure e tagliati fino alle spalle. I loro capelli devono essere molto scuri in modo da coprire gran parte del viso. Si truccano con l’eyeliner ed hanno la pelle chiara. Gran parte degli emo sono timorosi e insicuri:tristi per la maggior parte del tempo, non mostrato il viso ed evitano gli sguardi:tendono ad essere infatti molto misteriosi. Piangono molto(soprattutto le ragazze),scrivono poesie,alcuni di loro sono vegetariani e sono molto legati alla causa ambientale.
Molti ci hanno chiesto di spiegare il motivo dell’esistenza degli emo:non c’è una risposta,e anche se ci fosse non la conosciamo. Possiamo solamente rispondere che gli emo esistono per la stessa ragione per cui esistono i punk,i metal,gli house e qualsiasi altra corrente musicale.
Speriamo che gli emo maninensi non ci disprezzino se abbiamo tralasciato o frainteso qualcosa e,viceversa,i non-emo si rendano conto che gli emo non sono pericolosi.

                                                               Babie & Sesee

Quale Università?

In questi giorni si è molto discusso sull’assenza del Papa al discorso di inaugurazione dell’anno accademico presso l’Università La Sapienza di Roma. Infatti un manipolo di docenti e studenti ha contestato la decisione del rettore dell’Università di invitare il Papa alla cerimonia con la presunzione di vendicare i tanti martiri della scienza perseguitati dalla Chiesa Cattolica nel corso della storia. Non si può certo negare (e nessuno intende farlo!) l’avvenimento di queste gravissime censure che dimostrano quanto il messaggio cristiano sia stato più volte piegato a logiche lontane dalla Verità e dalla Libertà; tuttavia tale atteggiamento, che mostra una grande povertà intellettuale e culturale, è sicuramente da condannare. Non solo da chi come cristiano si sente emarginato o escluso, ma anche da chi crede fermamente nella laicità delle istituzioni e nella libertà di pensiero e di parola che stanno alla base di ogni vivere democratico. Voglio a questo avviso citare un passo del discorso di Walter Veltroni, sindaco di Roma e segretario del Partito Democratico: “l’Università che per sua natura e per secolare esperienza luogo aperto a tutti, sede di confronto del sapere e della coscienze, simbolo di universalità della conoscenza e di scambio tra le differenti ispirazioni e convinzioni, ha conosciuto nel nostro paese la negazione di tutto questo!”. E’ impensabile, infatti, impedire ad una persona (peraltro di grande cultura) di esprimere le proprie idee negli ambienti più consoni a tale atteggiamento. Quello che si è consumato è una grave attacco alla democrazia del nostro paese, ma anche alla libertà che è garantita ad ognuno in quanto persona.
Infine mi spiace però che gli amici di Gioventù Studentesca abbiano ancora una volta trovato il pretesto di attaccare l’attuale governo in carica dimostrando di approfittare di qualsiasi cosa pur di poter attaccare la politica del Centro-Sinistra. Mi preme infatti ricordare che loro non sono gli unici cattolici presenti e pertanto sarebbe meglio che i loro proclami non assumano toni di crociata che danno fastidio a chi, come me, cattolico, è orientato verso altri orizzonti politici!
Ciao a tutti!!

Burghi

Let’s Think

Attenzione: quest’articolo non è per coloro ai quali non piace essere rimproverati ed a coloro che non s’interessano al mondo in cui, per fortuna o purtroppo, vivono. Mi rivolgo dunque a chi sa cos’è un giornale, a chi si informa, a chi non legge solo le pagine dello sport o, nel caso del giornalino, lo stupidario e i disegni. Perchè la vita non si affronta solo ridendo. Ogni tanto bisogna riflettere. In questi giorni, l’Italia intera sta trattenendo il fiato sulla questione campana dello smaltimento rifiuti; il pericolo “invasione”, la possibilità che si debba farsi carico anche dei problemi campani oltre ai propri…sono queste le paure maggiori, che stanno portando l’attenzione delle persone solo sull’aspetto mediatico del problema. Non si tratta infatti di additare un colpevole, di infamare questo o quello, di tirar fuori i soliti vecchi e consumati pregiudizi. Qui bisogna trovare una soluzione; poi se il “sistema” ha bisogno di un capro espiatorio, che lo metta pure in prima pagina, ma sarebbe opportuno farlo a problema risolto. C’è una parola tabù, che noi italiani temiamo come la peste: INCENERITORE. Evoca incubi terrificanti, visioni apocalittiche, malattie con nomi ancora da inventare. Ma forse solo pochi sanno come funziona un inceneritore. Vi vengono bruciati i rifiuti urbani, anche quelli di chi non fa la raccolta differenziata; capita quindi che venga inclusa la plastica e altri materiali dannosi. E, per chi studia chimica, è risaputo che la plastica, se bruciata, è dannosa. Se la combustione non è eseguita correttamente, nei fumi emessi dai camini possono essere presenti sostanze realmente nocive, come la diossina (ecco uno spunto per utilizzare un’ora di chimica al posto di farvi interrogare).Ma ciò avviene solo se la combustione non è effettuata alla perfezione e con le temperature adatte. Si  potrebbero inoltre evitare ulteriori danni attraverso un sistema di filtraggio dei fumi, meccanismo presente negli inceneritori e molto costoso sia da installare sia per il suo corretto funzionamento. E dell’inceneritore avete ora qualche nozione basilare. Ci sono poi le discariche, luoghi non proprio in regola secondo le norme igieniche…ma lì il compito spetta alle province o alle amministrazioni regionali. Certo è che se ognuno facesse la raccolta differenziata, meno materiali dannosi finirebbero in “lista d’attesa” per essere bruciati;faccio a meno di dirvi che lasciare i propri rifiuti per strada, come spero abbiate visto al telegiornale, non è il massimo dell’educazione. Se poi al Manin si facesse la raccolta differenziata saremmo realmente in un mondo migliore…ma non illudiamoci troppo.Spero abbiate capito che quello della Campania non è un problema contingente, limitato al cosiddetto “sud”. Potrebbe succedere ovunque, e ognuno si dovrebbe impegnare per evitare situazioni come queste. Ultimo, spero che questo articolo abbia fondamentalmente due reazioni: vorrei che vi facesse esprimere il vostro assenso o che vi portasse ad odiarmi profondamente.Perchè l’unica cosa che so del giornalismo è questa: non importa di cosa parli, l’importante è colpire, causare reazioni nei lettori, farli commuovere,arrabbiare o ridere.

                              Marjorìe

S.O.S Sporcizia!

Se vi fosse chiesto:” cos’ha di strutturalmente negativo il Manin?” quasi sicuramente rispondereste :” Le crepe nei muri, le pareti che crollano, le zecche in piccionaia…”.Cose sacrosante, di cui non abbiamo colpa. Ma forse scordereste qualcosa che, purtroppo, è colpa vostra (anche mia, ovvio) : cicche attaccate sotto i banchi, lattine rovesciate, cartacce in giro, sigarette e bicchierini sui davanzali. Sporcizia, onnipresente, sempre più abbondante e ignorata. “Ma infine non è poi così tanta, no? Né così molesta. Tanto le bidelle puliscono. Non casca mica il mondo.” Quante volte ho sentito queste frasi vedendo qualcuno buttare a terra cartacce o sporcando le aule. Però i problemi d’inquinamento e di rifiuti che si presentano oggi in Campania sono nati dalle stesse piccole cose, dalla stessa indifferenza. C’interessa così poco di questa nostra stamberga qual è il Manin? In domani potremmo essere noi quelli sommersi dalla sporcizia. Prima di tacciare i Campani con i soliti pregiudizi, dovremmo staccare le cicche, raccogliere le lattine e buttare nei cestini le cartacce, senza ripararci dentro il solito “non sono stato io”.

=Chiara=

Contatti

Siamo sempre pronti a ricevere le vostre opinioni, noi del Manin Times! Fateci sapere che ne pensate a alba.chiara91@hotmail.it

Iscriviti ora al forum!
In arrivo per fine Febbraio!

Collegamenti


Amministrazione