Attenzione: quest’articolo non è per coloro ai quali non piace essere rimproverati ed a coloro che non s’interessano al mondo in cui, per fortuna o purtroppo, vivono. Mi rivolgo dunque a chi sa cos’è un giornale, a chi si informa, a chi non legge solo le pagine dello sport o, nel caso del giornalino, lo stupidario e i disegni. Perchè la vita non si affronta solo ridendo. Ogni tanto bisogna riflettere. In questi giorni, l’Italia intera sta trattenendo il fiato sulla questione campana dello smaltimento rifiuti; il pericolo “invasione”, la possibilità che si debba farsi carico anche dei problemi campani oltre ai propri…sono queste le paure maggiori, che stanno portando l’attenzione delle persone solo sull’aspetto mediatico del problema. Non si tratta infatti di additare un colpevole, di infamare questo o quello, di tirar fuori i soliti vecchi e consumati pregiudizi. Qui bisogna trovare una soluzione; poi se il “sistema” ha bisogno di un capro espiatorio, che lo metta pure in prima pagina, ma sarebbe opportuno farlo a problema risolto. C’è una parola tabù, che noi italiani temiamo come la peste: INCENERITORE. Evoca incubi terrificanti, visioni apocalittiche, malattie con nomi ancora da inventare. Ma forse solo pochi sanno come funziona un inceneritore. Vi vengono bruciati i rifiuti urbani, anche quelli di chi non fa la raccolta differenziata; capita quindi che venga inclusa la plastica e altri materiali dannosi. E, per chi studia chimica, è risaputo che la plastica, se bruciata, è dannosa. Se la combustione non è eseguita correttamente, nei fumi emessi dai camini possono essere presenti sostanze realmente nocive, come la diossina (ecco uno spunto per utilizzare un’ora di chimica al posto di farvi interrogare).Ma ciò avviene solo se la combustione non è effettuata alla perfezione e con le temperature adatte. Si potrebbero inoltre evitare ulteriori danni attraverso un sistema di filtraggio dei fumi, meccanismo presente negli inceneritori e molto costoso sia da installare sia per il suo corretto funzionamento. E dell’inceneritore avete ora qualche nozione basilare. Ci sono poi le discariche, luoghi non proprio in regola secondo le norme igieniche…ma lì il compito spetta alle province o alle amministrazioni regionali. Certo è che se ognuno facesse la raccolta differenziata, meno materiali dannosi finirebbero in “lista d’attesa” per essere bruciati;faccio a meno di dirvi che lasciare i propri rifiuti per strada, come spero abbiate visto al telegiornale, non è il massimo dell’educazione. Se poi al Manin si facesse la raccolta differenziata saremmo realmente in un mondo migliore…ma non illudiamoci troppo.Spero abbiate capito che quello della Campania non è un problema contingente, limitato al cosiddetto “sud”. Potrebbe succedere ovunque, e ognuno si dovrebbe impegnare per evitare situazioni come queste. Ultimo, spero che questo articolo abbia fondamentalmente due reazioni: vorrei che vi facesse esprimere il vostro assenso o che vi portasse ad odiarmi profondamente.Perchè l’unica cosa che so del giornalismo è questa: non importa di cosa parli, l’importante è colpire, causare reazioni nei lettori, farli commuovere,arrabbiare o ridere.
Marjorìe