Dear MaryStar
“Dear Mary Star”
a cura di LBB

I soldi scarseggiano… li bramiamo più di ogni altra cosa al mondo… ma è lecito, per questo, fare il “sacco “ della scuola?
Dear Mary Star…
cosa stai facendo alla nostra scuola? Proviamo a semplificare la lunga legge 133:
2.600 scuole “fuorilegge”, di cui ne verranno completamente chiuse
7-800 almeno (con i rispettivi dirigenti scolastici)
Scuola elementare: niente più tempo pieno (la riforma non lo prevede ma le scuole parlano già di un doposcuola a pagamento), maestro unico, aumento degli alunni per classe e inserimento dei famigerati voti;
eliminati 30.000 posti in 3 anni di cui 11.200 di specialistica per la lingua inglese (non si dovrebbe incentivare?!) con la creazione di classi separate per gli immigrati (aiuto o discriminazione?)
Scuola media: si innalzerà il numero minimo di alunni per classe, verrà inserita la valutazione in voti, più un consistente taglio di personale:
31.000 posti di lavoro in meno.
Scuola media superiore: tutti i licei avranno un massimo di 30 ore settimanali (32 per gli artistici e gli istituti tecnici), accorpamento di indirizzi analoghi, riduzione degli indirizzi, aumento degli alunni per classe (sempre più a 30 alunni),
26.000 posti di lavoro tagliati
44.500 tagli tra tutte le persone che lavorano all’interno della scuola (Dsga, assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici)
Con un totale di… 132.300€ tagli di organico, e una stima di 8 miliardi di euro di tagli in tre anni (quasi una manovra finanziaria!)
E non è finita. Ci sono anche le tanto infuriate università!
Il progetto della nostra Stella è di trasformare le Università in fondazioni di diritto privato: per finanziarsi e sfruttare al massimo la loro “autonomia” (?!) le Università apriranno l’accesso negli organi direttivi degli Atenei a soggetti privati (singoli finanziatori o aziende).
Se la vita ci insegna che nessuno dà niente per niente… è così strano pensare che verrà alienato ciò che dovrebbe appartenere a tutti?
Permettetemi dunque di ipotizzare le conseguenze: un adeguamento dei programmi agli interessi delle aziende, un maggiore controllo della ricerca (saranno finanziati solo i programmi che rientrano in determinati criteri), sino alla (s)vendita “materiale” del patrimonio immobiliare per reperire fondi. L’impoverimento delle università provocherà quindi l’impossibilità d’accesso alla ricerca ed alla didattica dei più giovani, che saranno bloccati nel loro sviluppo professionale, con una grave perdita del paese stesso (senza ricerca come può esserci progresso?). Ora come ora all’Università italiana mancano almeno 30.000 ricercatori per rientrare nella media degli altri paesi (OCSE), e cosa dire sul fatto che l’Università si regge sul lavoro di circa 60.000 precari, di fatto la metà di tutti addetti alla didattica e alla ricerca? Che fine farebbero tutte queste persone?
Abbiamo il minor numero di dottori di ricerca e di ricercatori per abitante d’Europa (e la cosa fa pensare visto che i governi dell’UE si sono impegnati a destinare alla ricerca almeno il 3% del PIL, mentre il nostro paese ne spende oggi l’1%). Che ne dite poi se vi rivelo che il nostro paese è all’ 8° posto al mondo per spese militari (25mld di euro, oltre il 2% del PIL, in incremento continuo), senza parlare dell’evasione fiscale e dei 3mld di euro impegnati per finanziare i privilegi di una delle classi politiche più ricche e corrotte d’Europa!?
Perché prendere i soldi dalla scuola pubblica, istituzione che forma la base della società…



In questi giorni si è molto discusso sull’assenza del Papa al discorso di inaugurazione dell’anno accademico presso l’Università La Sapienza di Roma. Infatti un manipolo di docenti e studenti ha contestato la decisione del rettore dell’Università di invitare il Papa alla cerimonia con la presunzione di vendicare i tanti martiri della scienza perseguitati dalla Chiesa Cattolica nel corso della storia. Non si può certo negare (e nessuno intende farlo!) l’avvenimento di queste gravissime censure che dimostrano quanto il messaggio cristiano sia stato più volte piegato a logiche lontane dalla Verità e dalla Libertà; tuttavia tale atteggiamento, che mostra una grande povertà intellettuale e culturale, è sicuramente da condannare. Non solo da chi come cristiano si sente emarginato o escluso, ma anche da chi crede fermamente nella laicità delle istituzioni e nella libertà di pensiero e di parola che stanno alla base di ogni vivere democratico. Voglio a questo avviso citare un passo del discorso di Walter Veltroni, sindaco di Roma e segretario del Partito Democratico: “l’Università che per sua natura e per secolare esperienza luogo aperto a tutti, sede di confronto del sapere e della coscienze, simbolo di universalità della conoscenza e di scambio tra le differenti ispirazioni e convinzioni, ha conosciuto nel nostro paese la negazione di tutto questo!”. E’ impensabile, infatti, impedire ad una persona (peraltro di grande cultura) di esprimere le proprie idee negli ambienti più consoni a tale atteggiamento. Quello che si è consumato è una grave attacco alla democrazia del nostro paese, ma anche alla libertà che è garantita ad ognuno in quanto persona.
Tra nazioni che inventano scuse per continuare a poter tenere gli occhi chiusi e scienziati pazzi che negano l’evidenza: benvenuti sul pianeta Terra!

