Intervista Esclusiva al Professor Vercesi
Le nostre reporter d’assalto sono sempre pronte ad inchiodare al muro qualsiasi professore con domande scottanti ed avvincenti. Questa volta è toccato al Prof. Vercesi, vediamo quali scandalosi segreti sono riuscite ad estorcegli le nostre Lilly ed Elly.
3^ ora di giovedì, confinati nella magiica auletta che ha l’unica e importantissima funzione di ospitare le attrezzature dedite alla stesura del POF.
Nome, Cognome, Età
Gianemilio Lino Vercesi. Mi hanno chiamato così perché un tempo si davano i nomi ai bambini riprendendoli dai parenti. Gianni era un mio zio, morto giovane, Emilio un nonno paterno e Lino era il nome della mia madrina (!). Ai tempi c’era ancora la moda di Sandokan. (ndr: non ha voluto dirci l’età ù_ù)
Che tipo di intervista si aspetta da noi?
Un’intervista! Diciamo una che sappia cogliere ciò che più vi interessa conoscere.
Collega con cui si trova meglio
Meglio è da inserirsi nella dimensione affettiva? Devo dire che con quasi tutti i colleghi mi trovo bene, poche eccezioni fatte.
Animale nel quale si immedesima
L’asino! Mi piace moltissimo. È un ricordo legato all’infanzia. Da piccolo avevo un asino, Tito. Decisamente anticomunista.
Esperimenti a Ginevra: progresso o fine del mondo?
La nostra società ha bisogno dell’apocalisse. L’esperimento non è nuovo ma il modo con il quale abbiamo reagito di fronte a questo evento è sintomatico del livello di tensione dello spirito contemporaneo che tutto drammatizza.
Gite a ottobre, trimestri, voti interi e di condotta… PRO o CONTRO?
Favorevole ai trimestri, ma non all’assetto attuale di un trimestre e un pentamestre. Adesso è tutto sconclusionato, nei trimestri è vero che ci sono più interrogazioni, ma i pacchetti di studio sono anche più ridotti. Vorrò vedere nel pentamestre cosa succederà.
Per il voto in condotta non credo si debba discutere molto perché non fa media. È un elemento in più in sede di scrutinio.
Le gite ad ottobre mi piacciono. (o.O) In primavera sono collocate in un momento dell’anno in cui si deve fare dell’altro e ci si deve concentrare sullo studio. Per i problemi economici basta allertare preventivamente le famiglie. Quest’anno ci sono stati un po’ di disagi, ma la cosa potrebbe funzionare per gli anni successivi.
Momento della giornata più bello?
Il risveglio al mattino: è il momento della giornata in cui sei riposato e ti si apre davanti una gamma di possibilità espressive. Perché dev’essere brutto? La sera non mi piace, ci si ingarbuglia troppo.
Chi era nella vita precedente?
Mah, bah…..un illuminista! Un piccolo filosofo illuminista.
Un aneddoto di quando era alunno
La mia partecipazione come puttino alle celebrazioni Monteverdiane che si tennero negli anni ’60 a Cremona. Facevo parte di una rappresentazione teatrale ed avevo la parte di un puttino che si doveva svegliare su un clavicembalo in mezzo al palco del Ponchielli. Mimai così bene il risveglio che il regista mi propose di portarmi con se’ in tournée.
Quale qualità preferisce e quale difetto odia in una persona
Pregio: la sincerità, la correttezza, l’immediatezza nella forma di comunicazione.
Maniaco/a del suo lavoro o ha anche altri interessi extrascolastici? (tipo Germy con la pallavolo <3)
Direi che è, insieme ai momenti dedicati alla famiglia, l’altra parte della vita quotidiana. A scuola riesco a divertirmi, nel mio piccolo a creare, non ho parti di me che restano inespresse. Nella scuola trovo una comunità, speranza, tutto un mondo.
Perché è diventato/a prof di filo e storia?
Perché la mia formazione è stata all’inizio all’interno di una comunità religiosa (non un seminario! All’oratorio). Parte della responsabilità la do a questa formazione che mi ha sollecitato a vedere una dimensione metafisica della fisica.
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Ci sono tante attività che la nostra scuola propone senza che noi lo sappiamo, cose che io sono riuscita a scoprire solo in quinta, oppure ne siamo a conoscenza, ma ignoriamo a chi siano rivolte. Questo è il momento di mettervi al corrente di tutto ciò che volevate e non volevate sapere dell’ Istituto. Questo è il momento di leggere (si, voi lo leggerete!) ciò che la sottoscritta ha scritto.

Pensate inoltre che il divieto di fumo nei locali pubblici (ospedali, uffici, scuole) era già previsto dall’allora Ministro della Salute Veronesi. E vorrei chiedere scusa alla povera Maria e ai bimbi che, poverini, hanno subito il fumo passivo. Certo, nebbia densa in cortile non ne ho mai vista e ho sempre trovato spazi sgombri dal fumo… ma hanno anch’essi diritto ad una boccata d’aria. E rispondendo anche a chi invocava lo sciopero per riavere il permesso di fumare: ragazzi, lasciate stare!! Perché non guadagnereste nulla… Dopo avervi massacrato con queste brutte notizie, sentiamo ora il parere di una fumatrice dop e di un bravo studente non fumatore. Partiamo con l’irriverente Dina:
